Psicologia analitica

La psicoterapia analitica è finalizzata a rendere manifesto ciò che del Sè, essenza della personalità dell’individuo, è stato rimosso o represso attraverso all’analisi dei meccanismi di difesa che l’individuo costruisce nel corso della sua vita.
Per portare il paziente ad una maggiore consapevolezza la terapia analitica si serve sia dei prodotti del pensiero (attività conscia) che della fantasia (attività inconscia).

Il metodo consiste nell’interpretazione e analisi dei sogni, dei fatti della vita reale, delle fantasie, dei modi espressivi della persona, della relazione di transfer fra paziente e analista e delle associazioni libere di parole.

Si tratta di un procedimento dialettico, un confronto fra il paziente e il terapeuta che si pone come compartecipe di un processo di sviluppo individuale.
Principio base della psicoterapia analitica e’ che l’individualità del paziente ha la stessa dignità e ragione d’essere di quella del terapeuta.

Il paziente viene condotto ad una progressiva assimilazione dei contenuti dell’inconscio affinché arrivi a conoscere la propria natura e le proprie specifiche caratteristiche di personalità. Si tratta di un processo di graduale riconoscimento che richiede un lavoro serio e prolungato nel tempo.

Secondo Jung il processo di individuazione e’ un lavoro psicologico di recupero e di sviluppo della propria matrice individuale che rappresenta la possibilità per chiunque di diventare ciò che fin dall’inizio era destinato a divenire. Scopo della terapia è condurre il paziente attraverso una progressiva assimilazione dei contenuti dell’inconscio affinché l’individuo arrivi a conoscere sé stesso e la propria natura e ad assumersi la responsabilità delle sue specifiche caratteristiche di personalità.

Puo’ anche essere descritto come “prendersi cura della propria anima” e implica una profonda e dolorosa opera di consapevolezza.

Il fine della psicoterapia è educare alla capacità immaginativa e insegnare l’arte di vivere fra le immagini: “guarire” sarà ritrovare il senso perduto del vivere entro un cosmo immaginale.
Insite nei sentimenti e nelle emozioni albergano un’infinita e variegata quantita’ di immagini che, se accolte, possono rivelare le nostre peculiarità e l’essenza profonda della nostra individualità.
Le immagini sono in grado di essere associate ai sentimenti consentendo di liberarsi dall’ossessione per i propri sentimenti personali perché come si puo’ trasformare un’ immagine anche i sentimenti possono essere modificati.
Lavorare su queste immagini, vederle, assaporarle, gustarle, odorarle, contattarle intimamente permette di cogliere nel tempo lo sfondo archetipico e mitologico che si attualizza nei nostri sentimenti e nelle nostre emozioni.
Lo sforzo richiesto per aprire il sipario sul ricco scenario offerto dalle immagini legate al nostro mito personale sarà ampiamente ripagato dalla possibilità di coltivare una nuova e più autentica relazione con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Hillman immagina la mente con una “base poetica” fondata non sulle microstrutture del cervello, ma su quelle storie mitiche, protagonisti gli Dei, che al nostro agire, credere, sentire e soffrire offrono modelli fondamentali di vita.

Per lo psicoterapeuta conoscere la mente più profonda è ascoltarne le storie, con un’attenzione poetica che sappia coglierne il carattere estetico e la psicoterapia diventa uno spazio dove narrare e rinarrare la propria storia di vita affinché venga curata e diventi una bella storia.

La vita continuamente si evolve e richiede sempre nuove, diverse risposte e la mente e’ molto di piu’ di un computer; e’ capace di riprogettare e riprogrammare il suo software ma per farlo deve riconoscere le pulsioni interne ed esterne, segnali che il proprio atteggiamento non corrisponde più alle reali esigenze.
La difficoltà sta proprio nel percepire queste pressioni, nel dargli una rappresentazione nella mente, devono poter prendere forma per essere vissute.

La psicoterapia analitica e’ in grado di favorire questo processo, di farsi carico del gravoso impegno di fare emergere le emozioni in pazienti resi sordi, ciechi e anestetizzati dalla paura e tendenti a mettere in atto modalità razionali e difensive.

La psiche è un fenomeno complesso che si autoregola in funzione della complementarietà tra coscienza e inconscio. L’equilibrio psichico è sempre in divenire, in quella via del tutto singolare che ogni individuo è chiamato a percorrere. La strada dell’individuazione è possibile solo entrando in contatto con le molteplici possibilità inscritte nella propria psiche.
Jung chiama questo equilibrio Sé o “totalità della psiche conscia e inconscia”.
La ricerca inesauribile di sé tende a una “totalità” che è infinita, perché infinita è l’apertura in cui facciamo l’esperienza dell’esistenza.

Se la psicologia pretende di spiegare e curare la sofferenza psichica usando un approccio deterministico difficilmente aiuterà chi soffre a star meglio.
La psicologia analitica è parte della psicologia clinica proprio perché guarda elettivamente alla singolarità della persona che soffre.
In psicologia analitica sono utilizzate diverse metafore affinché nel dialogo con il paziente si possa raggiungere un nuovo equilibrio psichico.
Una di queste è la relazione tra Persona e Ombra.
Se nella configurazione psichica della Persona sono racchiuse tutte le possibilità normative, conformi al proprio ambiente familiare e culturale, nell’Ombra si nascondono le possibilità più indicibili e negative, ma anche quelle più dotate di una carica potenzialmente trasformativa e individuativa.
L’impiego di metafore efficaci è parte integrante della ricerca di un linguaggio condiviso tra paziente e analista.
Il metodo analitico è la stessa personalità del terapeuta ed è il metodo principale dell’analisi perché permette al paziente di confrontarsi con le sue possibilità di esistenza. Si tratta di un’esperienza unica, che il paziente non può vivere nel suo contesto di vita abituale. E’ per questo che l’analisi può funzionare soltanto a patto che si rispettino le sue regole. La scena analitica è predisposta affinché ciò accada.

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