RESILIENZA: CRISI MA ANCHE OPPORTUNITA’

Tutti aspirano a ciò che viene identificato con il sinonimo di felicità.
In realtà ogni situazione contiene in sé gioia e dolore, luce e tenebre e la vera ricchezza e’ saper cogliere ogni momento come un dono e un’esperienza irripetibile.
La vita ha generalmente una natura ciclica fatta da periodi di lenta maturazione ai quali si alternano momenti di più rapida evoluzione.
Un repentino cambiamento di lavoro o, ancor più la sua perdita, sono considerati come l’apertura di uno stato di crisi nel proprio percorso ma, con una visione più positivistica della vita, rappresentano un’importante opportunità di evolversi.
Ad alcuni, a causa della perdita del lavoro, è capitato di inabissarsi in un periodo scuro, arrivando a mettere in discussione tutto ciò che sono e cadendo nello sconforto.
In questo condizione, viene sprecata un’opportunità preziosa: quella di cambiare prospettiva.

Questo corso vuole portare la consapevolezza che la crisi può dare la spinta per interrogarsi su ciò che si vuole nel profondo di se stessi e può generare uno “scossone” capace di fare uscire da un possibile stato di torpore dando nuova vitalità e spinta creativa.
Nell’ambito delle situazioni di cambiamento rientra anche il cosi detto successo lavorativo, da tutti ambito ma che può anche fare male.
Mentre non raggiungerlo ferisce perché fa presumere la propria presunta inadeguatezza, l’avere successo “facendo carriera” fa sperimentare la fatica nel trattenerlo e può portare a condizioni di particolare crisi.
Comunque ferisce il cristallizzarsi nell’immagine dello stereotipo di successo, vincente o perdente che sia, sulla base della quale ci si costruisce la propria esistenza invece di rendersi conto che vero successo e’ un altro, e’ la realizzazione di sè.
Ogni forma di identificazione ci porta a restringere il campo, a osservarci da un solo punto di vista, rischiando di lasciarci soli di fronte ad una nostra sensazione di fallimento.
Trovare la propria strada non è scontato, le frustrazioni e le preoccupazioni sono eventi molto comuni ma anche che noi siamo sempre nuovi e c’è sempre un’alternativa, in qualsiasi momento della vita.
Gli effetti sulla persona del cambiamento, come può essere la perdita del lavoro, sono anche in funzione della fascia di età.
Quella dai 20 ai 30 anni è la fase dell’esistenza in cui si ha la sensazione di avere il mondo in mano.
Un’idea di onnipotenza che però deve confrontarsi con la necessità di indirizzare bene il proprio “fuoco interiore”, voglia di agire e realizzarsi.
Il successo a questa età consiste spesso nel superare i confini interiori che si sovrappongono fra l’essere e l’agire.
E’ trovare un’azione fluida, al riparo dallo sforzo di dibattersi tra soluzioni opposte.
Ma durante tutta la vita la realizzazione di sé non è mai un processo prestabilito, né più di tanto spiegabile.
Se la giovinezza è l’età in cui scoprire il talento, l’età adulta è l’età per abbandonare gli schemi.
Questo corso si pone come una “guida” per il “proprio” successo in un’epoca di sfide, come quella dai 30 anni in su, comprendendo meglio le grandi risorse o potenzialità che ognuno di noi possiede e scoprendo gli strumenti per poterle esprimere al meglio nella vita di tutti i giorni.
Ma la sfida più importante di tutte, quella che determina poi la realizzazione lavorativa o familiare, è consolidare i risultati raggiunti e lasciarsi alle spalle, senza rimpianti, gli obiettivi mancati.
Il corso si pone come strumento per conquistare l’armonia interiore sconfiggendo stress e ansie, imparando a mantenere giovane il cervello e vivere bene.

Resilienza in campo tecnologico indica la proprietà che alcuni materiali hanno di conservare la propria struttura o di riacquistare la forma originaria dopo essere stati sottoposti a colpi, schiacciamento o deformazione.
In psicologia “resilienza” connota proprio la capacità delle persone di far fronte agli eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà.
Non è quindi solo capacità di resistere, ma anche di “ricostruire” la propria dimensione, il proprio percorso di vita, trovando una nuova chiave di lettura di sé, degli altri e del mondo, scoprendo una nuova forza per superare le avversità.
Avere un alto livello di resilienza non significa non sperimentare affatto le difficoltà o gli stress della vita. Non significa essere infallibili ma essere disposti al cambiamento quando necessario. Chi è  disposto a pensare di poter sbagliare, dà a se stesso maggiori possibilità di poter correggere la rotta.
Persone resilienti sono coloro che immerse in circostanze avverse riescono, nonostante tutto e talvolta contro ogni previsione, a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti.
La resilienza è quindi quella capacità proattiva per cui si resta al tavolo di gioco della vita anche se questa ci ha dato delle brutte carte da giocare. La resilienza non ci permette di abbandonare la sfida senza prima aver giocato, messo alla prova, sperimentato cosa sappiamo o possiamo fare.

Jung scrisse “Trovare un senso rende molte cose sopportabili, forse tutte quante diventano sopportabili”.
La resilienza non è una caratteristica innata che è presente o assente in un individuo; essa presuppone comportamenti, pensieri ed azioni che possono essere appresi da chiunque in qualunque circostanza.
Può essere acquisita, sviluppando l’autostima, l’autoefficacia, l’abilità di tollerare le frustrazioni della vita senza lamentarsi, la capacità di risolvere i problemi e di produrre cambiamenti, la speranza, la tenacia, il senso dell’umorismo.
In un periodo storico come quello attuale diventa sempre più importante saper trasformare l’incertezza e le difficoltà in opportunità.
Aprire le porte al cambiamento che si desidera significa essere il “timoniere” della propria evoluzione.
La chiave per aprirle può essere trovare il proprio scopo nella vita, cosa si vuol fare e dove si vuole arrivare.
Questo corso vuole dare un’ aiuto nel trovare le giuste chiavi per aprire le proprie porte sapendo che avere una chiara visione della vita permette di aprire tutte le porte.
Scoprire quali sono i propri veri valori, mettere a fuoco le risorse ed i talenti di cui si dispone significa disporre di tutte le chiavi che servono per intraprendere il percorso che porterà a realizzare i propri obiettivi personali e professionali.

Un valido aiuto a superare le difficoltà di questo percorso e’ credere che entro ciascuno di noi c’è un eroe che attende solo di essere risvegliato.
Questo dà la possibilità di lasciarsi dietro le spalle la frustrazione di potenzialità non sfruttate e di poter scegliere anziché adeguarsi.
Possiamo avere una vita grande solo se siamo pronti a diventare noi stessi grandi e a superare l’idea dell’impotenza assumendoci la responsabilità della nostra esistenza.
La costante pressione ad adeguarci a modelli preesistenti ci scoraggia dallo scoprire la nostra unicità.
Il punto non è diventare qualcun altro, ma scoprire qual è il proprio fine, trovare il “senso” della propria vita e quando troviamo noi stessi ogni cosa sembrerà andare al suo posto.
Quando ci si sforza di adeguarsi anziché trovare se stessi, ci si preoccupa di essere abbastanza qualcosa, come abbastanza efficiente sul lavoro o riuscito nella vita invece di scoprire chi si è veramente.
Sapere di essere un Eroe significa sapere di non essere sbagliato.

Facendo riferimento alla mitologia greca, il dio Efesto, artigiano e fabbro dell’ Olimpo, è colui che meglio di ogni altro rappresenta la capacità di resilienza.
Da bambino fu rifiutato dal padre Zeus e tutti gli dei dell’Olimpo, interessati solo al potere e alle apparenze, gli furono ostili anche quando divenne adulto. Era considerato il più sfortunato degli dei, il più infelice, ma era il vero genio creativo e nella sua fucina sotterranea lavorava in solitudine usando il fuoco del vulcano per trasformare la materia grezza in oggetti di grande bellezza.
Anche nella nostra cultura, promotrice dell’intelletto e di elevati valori spirituali, le personalità, uomini e donne, che corrispondono a questo archetipo che incarna il profondo bisogno umano del lavoro creativo, vengono svalutate e rifiutate pur se liberano bellezza ed espressività.
La lava sotterranea è la metafora dei sentimenti che, in individui profondamente introversi, vivono sotto la superficie dove un complesso lavoro di trasformazione li porta ad erompere all’improvviso sotto forma di una elaborata creazione.
Efesto, per l’ incancellabile ferita emotiva provocata dai genitori quando lo gettano dall’Olimpo, è l’archetipo dell’artigiano la cui creatività è inseparabile dalle sofferenze emotive derivanti dalle ferite subite che però possono anche diventare padri e madri del proprio destino.
Per natura non ha un carattere solare e, se non è amato per quello che è, può diventare ancor meno socievole ma, se viene apprezzato per la sua individualità, raggiungerà quell’ autostima tale da fargli sviluppare eccezionali capacità creative.
Se nell’ infanzia non e’ stato completamente accettato, da adulto può accadere che cerchi dei “veri genitori”, ovvero persone che gli assomigliano, artigiani e artisti come lui, trovando un mezzo per esprimere la propria creatività e tradurre in pratica le sue potenzialità.
Come il dio Efesto creò Pandora, la prima donna umana, e le ancelle d’oro dalle fattezze umane, così le personalità di questo archetipo possono sviluppare grandi capacità in campo chirurgico dove lavoro diventa il mezzo per soddisfare quell’istinto che spinge ad andare oltre l’ultima soluzione creativa.
Comunicare con l’archetipo Efesto può essere problematico; corrisponde allo stereotipo della persona forte e taciturna, dai sentimenti intensi ma che tende ad accumulare dentro di sè ferite e rabbia, cosa che a lungo andare può portare a stati di profonda depressione.

Una soluzione sta nell’ imparare a “raccontare la propria storia”. Inizialmente ci si può sentire poco interessanti, ma poi viene spontaneo rintracciare una sorta di fascino nelle esperienze vissute, dando loro un nuovo significato e trasformandole creativamente in qualcosa di unico.
Così, anche se le difficoltà o il trauma dovuti ad un avvenimento inatteso ci abbagliano, se impareremo ad esprimere i nostri sentimenti attraverso la parola o altra rappresentazione, riusciremo a sopravvivere emotivamente.

Come il viaggio di Magellano fu reso possibile da un adeguato equipaggiamento, allo stesso modo gli obiettivi personali possono essere raggiunti attraverso un percorso di sviluppo di competenze.
Questo corso saprà dare una diversa interpretazione all’infelicità causata dal cambiamento.
La capacità di accettare il rischio della novità significherà che le caratteristiche dell’eroe stanno facendo capolino dentro ciascuno di noi.
Abbandoniamoci dunque alle tenebre dell’infelicità, se questa può aiutarci a progredire nella nostra evoluzione umana e a ritrovare il piacere della luce.
Manteniamo lo spazio d’attesa e aspettiamo fiduciosi le risorse per riempirlo.
Individuiamo i nostri personali riti di passaggio, la nostra trasformazione alchemica per diventare più veri, più forti, più completi.

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