PERCORSI ESPERIENZIALI PER ACCOMPAGNARE I GENITORI NELL’ACCUDIMENTO DEI FIGLI
Dopo la nascita del primo figlio, il rapporto di coppia subisce notevoli trasformazioni sia dal punto di vista organizzativo che relazionale. Serve trovare nuove modalità di comunicazione e gestione dei conflitti al fine di ridelineare il proprio legame, tenendo presenti gli aspetti genitoriali. Il benessere coniugale è costantemente messo alla prova dallo stress derivante dagli impegni genitoriali e dagli spazi sempre più difficili da trovare, per coltivare la propria relazione.
I cambiamenti nella dinamica di coppia non sono tanto dovuti alle riprogrammazioni legate alla modifica l’assetto strutturale della famiglia, ma quanto alla modifica del rapporto che ciascuno vive nei confronti del proprio “bambino interno” e nei confronti del “bambino interno” dell’altro. Tutto quell’insieme di aspettative custodito come un tesoro nel proprio mondo interno e condivisi emotivamente con il partner e tutta la progettualità affidata alla parte adulta, necessitano ora di una sorta di trasloco in un luogo altro, in quel bambino che, pur tanto desiderato, non è detto possa farsi contenitore delle proiezioni dei genitori.

Uno dei disagi che può attivarsi è il senso di tradimento che ciascuno dei partner può sperimentare nei confronti dell’altro che rappresenta l’alleato nel progetto di vita ma personifica anche, ad un livello più profondo, il protettore delle proprie fragilità, il contenitore delle proprie paure e compensa le zone rimaste in ombra nel proprio percorso individuativo.

La vita di coppia genitoriale è tessuta di luci e ombre, di fatiche e di felicità ma racchiude il grande lavoro alchemico della nostra esistenza, in cui elementi contrastanti, divergenti, e a volte di sorprendente affinità si mescolano, si scontrano e si incontrano.

Ad un livello più o meno consapevole, nella coppia ciascuno mette in campo la propria parte adulta per rispondere ai compiti adattivi richiesti dalla presenza del bambino e copre le inadempienze dell’altro proteggendolo dal dolore che potrebbe provare al cospetto della propria inadeguatezza.
A dispetto di tutta la condivisione emotiva che può essere stata messa in atto nella fase progettuale, è necessariamente richiesta una revisione del patto implicito e un nuovo confronto con i bisogni e i desideri disattesi nel proprio percorso individuale. La coppia genitoriale si dovrà confrontare con il bambino reale che, con le sue richieste totalizzanti, spiazza quelle dei “bambini interni” fino a quel momento amorevolmente corrisposte.

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